nwlocandina3

BANNER
      
      

A+ A A-

Il pessimo linguaggio della politica

Si spera che uno alle 6:20 del mattino abbia di meglio da fare che insultare una collega consigliera comunale del suo stesso partito in diretta mondiale. Si tratta del consigliere più votato della propria compagine e non lo nominiamo per il semplice fatto che interessa più il peccato, divenuto assai comune in politica, che il peccatore (in ogni caso l’hard copy è in cassaforte).

Il fatto è questo: impazza a Verona l’elezione del vicepresidente, solitamente “concesso” alle minoranze, del consiglio comunale e per le opposizioni viene eletto Alessandro Gennari, Movimento Cinque Stelle, con i voti di una parte rilevante dell’attuale maggioranza. La cosa è irrituale, ma è anche vero che chi ha i numeri tende ad influenzare chi non li ha, anche per i ruoli di garanzia ed evidentemente la proposta formulata dalle altre minoranze non era così gradita.

Ma scrivere testualmente urbi ed orbi su Facebook da colui che non ha raggiunto il quorum: “Ed è grave che una consigliera del (omissis) è dal 12 giugno che è ‘lingua in bocca’ con Lega e Fratelli d’Italia”… Aho, distinto signore! Stai parlando di una collega che siede al tuo fianco in consiglio...

L’espressione è volgare e tendente al sessismo e c’è da chiedersi, si fosse trattato di un uomo, se le parole usate sarebbero state le stesse.

E’ un linguaggio inaccettabile per un* normale cittadin*, anche se non vi ha votato, perché quella (il Municipio) è la casa di tutti noi. Ci hanno spiegato recentemente che per parlare di politica occorre essere eletti. No, in questo dissentiamo, basta essere persone educate.

E’ pur vero che nei cessi degli uomini, durante i congressi di partito, si può udire e leggere ben di peggio, ma scoperchiare questo livello di relazioni atterrisce così come supera ogni immaginazione (almeno la nostra) il fatto che la cosa passi sotto silenzio, si prosegua a cianciare sulla pubblica piazza virtuale come se nulla fosse accaduto: “D’altra parte è così”.

Non sappiamo se le consigliere (non c'è precisa indicazione di quale) fatte oggetto di questa sgradita attenzione ritengano di accettare la nostra sentita solidarietà, o altrimenti passino sopra alla cosa frutto, dati i tempi: “della normale dialettica politica”, ma a noi questo linguaggio ha fatto male, a prescindere...

e-max.it: your social media marketing partner